Ingresso euro 6
con ricco buffet gratuito

Organizzazione
Proposta Teatro Collettivo
FITA Veneto
e Comune di Arquà Polesine
con il sostegno della
Fondazione Cassa di Risparmio
di Padova e Rovigo

Direzione artistica
Giorgio Libanore

Per prenotazioni:
cell. 344.1350020

Si ringraziano per la cortese collaborazione:
Parrocchia di Sant’Andrea di Arquà P.,
Famiglia Sichirollo della Corte Bussari,
Famiglia Maragno della Bordeghina,
Romanina Eventi,
Circolo Ricreativo Monsignor Sichirollo
Amm.ne Comunale di Arquà Pol.,
Pizzeria Gastronomia Cook
di Paola e Simone di Arquà Pol,
Fioreria Fiori d’Arancio di Arquà Pol.

Teatro popolare e mondo contadino

XXVI Rassegna Corte Teatrale in Castello e Festival Ruggero Sichirollo nelle Corti - VARIAZIONI

dal 3 agosto al 7 sett. 2019 ore 21.15

Spettacoli nel CASTELLO
di Arquà Polesine

(in caso di maltempo c/o Teatro Parrocchiale di Arquà Polesine​)

• SAB.3 AGOSTO ore 21.15
La Corte de le Pignate

di E.F. Palmieri
Proposta Teatro Collettivo di Arquà Polesine
regia Giorgio Libanore

• SAB.10 AGOSTO ore 21.15
Dottor Jekyll & Mr. Hyde

di B.Roland e R.Zamengo da R.L.Stevenson
Teatro Immagine di Venezia

• MER.14 AGOSTO ore 21.15
Tempeste d’Amor Perdute

di A. Pennacchi e Michele M. Casarin da W. Shakespeare
Compagnia Pantakin, Teatro della Gran Guardia, Febo Teatro
regia Michele Modesto Casarin

• SAB.17 AGOSTO ore 21.15 - variazione spettacolo
ZENTE DEL PO Prosa, poesia e musica
Monologo in due atti in dialetto rodigino di Gianni Sparapan
con interventi musicali di Alessandro Mottaran

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Spettacoli nelle CORTI
(in caso di maltempo in uno spazio al coperto di ogni singola corte)

• SAB.24 AGOSTO ore 21.15
CORTE BUSSARI - Arquà Polesine, via Valmolin Sup. 1432
Dai campi al mar
di G.Giusto e D.Vio
Teatro dei pazzi
regia G. Giusto

• SAB.31 AGOSTO ore 21.15
CORTE LA BORDEGHINA - Pontecchio, via G.Marconi 1477
Il mistero del Visentin Narciso
di Gianni Sparapan
Proposta Teatro Collettivo - regia Giorgio Libanore

• SAB.7 SETTEMBRE ore 21.15 - variazione sede
LA CAMPAGNOLA - Arquà Polesine, località Corné
Paolo e Orgiano. La vera storia dei promessi sposi
testo e regia di Giovanni Florio
L’Archibugio Compagnia Teatrale


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TRAME 


La Corte de le Pignate
Testo corale ambientato nel 1910 a Rovigo in una Corte simile a tante altre presenti in altri luoghi del Veneto, quasi un affresco in cui il passato torna a rivivere attraverso le chiacchiere, i pettegolezzi, gli amori e gli intrighi, spesso innocenti stratagemmi di uomini e donne del popolo. La vicenda gira attorno all’amore contrastato di Nena, brava ragazza povera, e Nicoleto pupillo di un ricco e burbero zio, Menego, che non vuol sentire parlare di un matrimonio così inadeguato. Marieta, sua madre, preoccupata per la salute della figlia, si reca alla fiera della Madonna di Lendinara per procurarsi l’acqua miracolosa. Ma perde l’acqua che viene sostituita con semplice acqua di rubinetto. Nena comunque beve fiduciosa in un miracolo riuscendo ad affrontare Menego e a strappargli l’assenso alle nozze. Ricca di personaggi, vivace nel ritmo e nei dialoghi, sottolineata da stacchi con canti e balli, la commedia non manca di comicità e sorprese. Il Collettivo ha messo in scena la Corte nel 1982, poi ripresa nel 2003, nel 2007 per il Brasile e nel 2015 come spettacolo itinerante; è stata premiata nei Festival di Schio, Bondeno e Sandrigo.



Dottor Jekyll & Mr. Hyde
Originale rilettura in commedia dell’arte dell’opera scritta nell’800. Uno spettacolo giocoso e originale ispirato al famosissimo romanzo tardo ottocentesco, capolavoro dell’inglese R.L. Stevenson. Avvolgenti atmosfere londinesi, a tal punto da sentire gli odori delle strade e del Tamigi, i rumori dei passi e dell’acqua, le luci dei lampioni e delle case di notte, il tutto ovattato dalla nebbia. Subito vengono in mente immagini di Venezia, la nebbia londinese somiglia stranamente al “caigo” veneziano, a tal punto che le due città si possono fondere e confondere l’una con l’altra.




Tempeste d’Amor Perdute
La giovane Isabella ritorna dall’Inghilterra alla metà del 1600, alla ricerca della compagnia di Commedia dell’arte “Gli Uniti”. La trova fortunosamente  al porto di Comacchio in procinto di imbarcarsi per Venezia. La peste ha lasciato in vita solo in tre attori, una donna e due uomini, che ormai disperano di poter rimettere in piedi il loro usuale repertorio. Isabella chiederà loro di tornare a Venezia per portare in scena uno spettacolo a Palazzo Mocenigo. Porteranno in scena una Commedia pastorale fonte di ispirazione per William Shakespeare: un vecchio mago e sua figlia che, su un’isola deserta, portano a termine una storia di amore e giustizia. Ma il destino nefasto in agguato manderà all’aria i loro piani.





Zente del Po
Un monologo teatrale nato dal proposito di far rivivere personaggi, ambienti e lingua di una comunità da sempre in simbiosi con il Grande Fiume dal quale ricavare un tracciato di umanità e di poesia. Le storie narrate, autentiche nella loro realtà pur con qualche ritocco da parte dell’autore, sono accompagnate da brani musicali a commento, nate in parte dalla creazione degli artisti, in parte raccolte dalla tradizione popolare.
Con questo spettacolo l’autore - attore Gianni Sparapan ha vinto il secondo premio della sesta edizione del concorso teatrale Riccardo Bacchelli organizzato dal Comune di Ro Ferrarese. Sparapan, come autore di teatro, già aveva ottenuto il Primo premio nazionale Goldoni a Padova per la commedia El Barbajozo, rappresentata con successo dalla compagnia Proposta Teatro Collettivo di Arquà Polesine con la regia di Giorgio Libanore.
Per quanto riguarda la sua produzione teatrale si devono ricordare i lavori: Le bonàneme, l’omo nero, Matteotti (rappresentato al Sociale con la regia di Gabris Ferrari).





Dai Campi al Mar
Il noto artista di teatro-canzone Giovanni Giusto, accompagnato dai suoi tre musicisti ed affiancato da una narratrice, porta in scena racconti e poesie di un tempo lontano, la vita e le persone del nostro territorio, il lavoro nei campi, le cose semplici, le preghiere, le feste, la politica e poi... il mare; quello senza ombrelloni, quello che si raggiungeva dopo ore di bicicletta, con la morosa sul manubrio.  Una finestra sulla vita dura di chi lavorava e viveva in campagna, e vedeva il mare come la mèta della libertà. Il sapore del passato che si mescola con dolcezza e risate alla nostra vita di ogni giorno, oggi così diversa da allora.





Il Mistero del Visentin Narciso
Una tragicommedia, un giallo, un caso da risolvere. Il testo di Gianni Spara-pan “Il mistero del Visentin Narciso” è una storia di veri e propri colpi di scena, che ha per protagonista non solo una narrazione teatrale, ma anche la storia, quella vera, susseguitasi nel corso dei secoli con un’am-bientazione polesana relativa a fine ‘800.
Due atti in dialetto e in lingua am-bientati all’epoca della rivolta contadina detta la “boje”, movimento di popolo che interessò soprattutto il Polesine. La prospet-tiva in realtà è un’altra. Questa volta infatti la “boje” rimane come sfondo, come paesaggio di una vicenda privata che arriva ad avere i contorni di un vero e proprio giallo. La storia, in equilibrio tra ironia e dramma, ruota attorno alla misteriosa scomparsa del giovane bovaro Narciso, nome forse sintomatico di una bellezza intrinseca del personaggio stesso che in qualche modo fa portare Lina, ragazza di alto rango, ad innamorarsi di lui...
O forse no? Quel che rimane sono soltanto tanti punti di domanda: cosa ne è stato di Narciso? Ucciso? Sparito? Andato in America? Dirlo è difficile. Come in tutti i gialli c’è un investigatore che però considera la vicenda una questione “da popolino”, da “archiviare”.  Ci sarà forse una soluzione imprevedibile. 





Paolo e Orgiano. La vera storia dei promessi sposi
Commedia storica, con testo e regia di Giovanni Florio a partire dagli studi del professor Claudio Povolo ...nell’estate del 1605 la Comunità di Orgiano accusa il nobile Paolo Orgiano di una serie di efferati delitti e, per l’autorità veneziana, è abbastanza per avviare un processo. Possibile che queste antiche carte abbiano ispirato I Promessi Sposi manzoniani, che la figura storica di Paolo Orgiano suggerisca quella letteraria di Don Rodrigo.

 
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