PREVENDITA BIGLIETTI
platea I sett. e galleria € 19
platea II settore € 13
platea II settore e galleria
under 26 € 9

c/o negozio Discomagazine
Este - Piazza Maggiore 2
tel. 0429.3333

ON LINE su www.arteven.it
www.vivaticket.it

• Biglietti rimanenti presso
biglietteria del teatro la sera
di ciascuno spettacolo dalle ore 20

Informazioni
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FB: Arteven Circuito Teatrale Regionale

Settore Cultura del Comune di Este
tel. 0429 617573/4/6
cultura@comune.este.pd.it
Ufficio IAT 0429 600462
iat@comune.este.pd.it  
www.comune.este.pd.it

In cerca di un sorriso

Este Teatro 2018 - 2019

dicembre 2018 - marzo 2019
Teatro Farinelli
Via Antonio Zanchi, 5 - Este (PD)

mercoledì 5 DICEMBRE 2018 ore 21.00
MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY

CARMEN / BOLERO
coreografie Emanuele Soavi, Michele Merola

martedì 18 DICEMBRE 2018 ore 21.00
ROMINA MONDELLO e FABIO SARTOR
GIRO DI VITE
di Henry James
e con Cristina Chinaglia, Giulia Pellicciari
adattamento e regia Giancarlo Marinelli

mercoledì 9 GENNAIO 2019 ore 21.00
VERONICA PIVETTI
VIKTOR UND VIKTORIA

commedia con musiche liberamente ispirata
all’omonimo film di Reinhold Schunzel
versione originale di Giovanna Gra
con Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci
e con Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti
regia Emanuele Gamba

mercoledì 30 GENNAIO 2019 ore 21.00
FRANCESCA INAUDI
PREZIOSA

di Maria Teresa Venditti
regia Luca De Bei

giovedì 14 FEBBRAIO 2019 ore 21.00
GIULIANA DE SIO e ISA DANIELI
LE SIGNORINE
di Gianni Clementi
regia Pierpaolo Sepe

giovedì 28 MARZO 2019 ore 21.00
ATIR TEATRO RINGHIERA
LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

di William Shakespeare
adattamento di Edoardo Erba
con Mila Boeri, Annagaia Marchioro,
Chiara Stoppa, Virginia Zini, Giulia Bertasi
regia Serena Sinigaglia

----------- TRAME -----------------------------

CARMEN / BOLERO
La produzione della MM Contemporary Dance Company porta in scena due grandi titoli del repertorio musicale nell’interpretazione di due coreografi italiani, Emanuele Soavi, da anni attivo in Germania, e Michele Merola, direttore artistico della compagnia. La prima parte, Bolero (1928), è un meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, in grado di evocare immagini di sensualità a tratti ambigua. Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità e focalizzandosi sulla varietà di umori che circolano intorno e dentro al rapporto di coppia. Nella seconda parte invece, Carmen Sweet, Emanuele Soavi ci immerge in una trama fatta di sottili relazioni, di equilibri e di ricami, dove movimenti e gesti vanno letti oltre l’apparente eleganza.

GIRO DI VITE
Il regista nelle sue note si chiede cosa ci terrorizza di questo capolavoro. L’apparizione dei fantasmi? No. I due bambini che vengono irretiti, attentati dai fantasmi? Neppure. La paura scatta profonda quando la giovane chiamata a far da istitutrice agli innocenti ci dice che quei fantasmi li ha visti solo lei. E cioè: gli spettri esistono solo per chi li vede. Che cosa fa la nostra eroina? Non le interessa tanto convincere Misses Grose circa la consistenza di quelle apparizioni; quanto fare sì che nessun altro, soprattutto i bambini, li veda. E se anche lo spettatore, tutte le volte che si siede in un teatro, si rendesse conto che ciò a cui assiste non è per niente percepito, visto nella stessa maniera, da chi gli è seduto a fianco? Questo è ciò che vi capiterà. Vedrete ciò che gli altri non vedranno, perché il Teatro vedrà soltanto voi. E sarete profondamente indecisi, profondamente impauriti.

VIKTOR UND VIKTORIA
Il mondo dello spettacolo non è sempre scintillante e quando la crisi colpisce anche gli artisti devono aguzzare l’ingegno. Ecco allora che Viktoria, talentuosa cantante disoccupata, si finge Viktor e conquista le platee... Ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. Tra battute di spirito e divertenti equivoci si legge la critica ad una società bigotta e superficiale (la nostra?) sempre pronta a giudicare dalle apparenze. La Berlino degli Anni Trenta fa da sfondo ad una vicenda che, con leggerezza, arriva in profondità. Veronica Pivetti si cimenta nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria, nato sul grande schermo e per la prima volta sulle scene italiane nella sua versione originale.

PREZIOSA
Preziosa ripercorre le tappe fondamentali della sua vita attraverso tutte le volte in cui ha tentato il suicidio: a tre anni gettandosi dal seggiolone, a undici anni cercando di soffocare con delle Big Babol, a quindici anni, tagliandosi le vene. Con un registro brillante, ma in grado di toccare corde profonde e di grande umanità, la protagonista racconta della sua sindrome d’abbandono, dei genitori anaffettivi, dei suoi sgangherati rapporti di coppia, della migliore amica divenuta mito, della psicoterapia, della difficoltà a chiedere aiuto… Ma anche del miracolo della vita che regala sempre un’ennesima opportunità. Ora che l’ha capito preferisce ridere, passeggiare, essere leggera… Magari Preziosa.

LE SIGNORINE
Un testo irriverente e poetico che sfrutta abilmente la comicità celata nel tragico quotidiano, ricordandoci come la famiglia sia il luogo dove ci è permesso dare il peggio di noi senza rischiare di perdere i legami più importanti. In scena Addolorata e Rosaria, due sorelle zitelle che trascorrono la propria esistenza in un ininterrotto e scoppiettante scambio di accuse reciproche. Le due protagoniste passano le giornate tra una piccola merceria di Napoli e un modesto appartamento. Dopo i perenni sacrifici a cui è stata obbligata dall’avara sorella Rosaria, votata all’accumulo di danaro, Addolorata vorrebbe finalmente godersi la vita. Un inaspettato incidente permetterà a quest’ultima di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni, ponendo fine alla loro faticosa convivenza.

LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia Le allegre comari di Windsor, innestando brani suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti. Tra tutti Falstaff, che invia lettere d’amore identiche alle prime due e che diventa stimolo per trasformare il solito barboso e “very british” pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio e del divertimento. Per le signore Page e Ford, che come le Desperate Housewives sono donne di mezza età borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, punirlo diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive.
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