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Stagione di Prosa

Alla ricerca di mondi nuovi - 2018/2019

novembre 2018 - aprile 2019
Teatro Comunale De Micheli
Piazza del Popolo 11/A - Copparo (FE)

venerdì 23 novembre 2018
ALE E FRANZ
NEL NOSTRO PICCOLO

venerdì 14 dicembre 2018
FRANCESCO PANNOFINO / EMANUELA ROSSI
BUKUROSH MIO NIPOTE

venerdì 11 gennaio 2019
PAOLO ROSSI / LUCIA VASINI
IL RE ANARCHICO
E I FUORILEGGE DI VERSAILLES DA MOLIERE A GEORGE BEST
QUARTA STAGIONE COMPLETA


venerdì 25 gennaio 2019
ALESSANDRO FULLIN
LA DIVINA

martedì 5 febbraio 2019
LEO GULLOTTA
PENSACI, GIACOMINO!

venerdì 22 febbraio 2019
FEDERICO BUFFA
IL RIGORE CHE NON C’ERA

venerdì 8 marzo 2019
ALESSANDRO BERGONZONI
TRASCENDI E SALI

giovedì 21 marzo 2019
OBLIVION
LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA

venerdì 5 aprile 2019
GIOELE DIX
VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE

--------- TRAME -----------------------------

ALE E FRANZ
NEL NOSTRO PICCOLO
SCRITTO DA FRANCESCO VILLA, ALESSANDRO BESENTINI,
ALBERTO FERRARI E ANTONIO DE SANTIS

CHITARRA ELETTRICA/ACUSTICA LUIGI SCHIAVONE
BASSO E VOCE FABRIZIO PALERMO
TASTIERE E VOCE FRANCESCO LUPPI
BATTERIA MARCO ORSI
REGIA ALBERTO FERRARI

PRODUZIONE ITC2000
Nel nostro piccolo è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità.
Ma Ridendo. Il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano. Sempre Ridendo. Il coraggio di vivere storie non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti, come l’amore, la gioia della vita. Ridendo ovviamente. Ridendo riusciamo a scoprire i nostri difetti. Tutto questo porteremo con noi, sul palco, quei pensieri, quelle parole, quelle note, in cui c’è anche il punto di partenza, la nostra piccola storia. Il nostro piccolo. E vi racconteremo la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano. L’aria di Milano. Di quegli anni. Ridendo sempre!!!

FRANCESCO PANNOFINO / EMANUELA ROSSI
BUKUROSH MIO NIPOTE
DI GIANNI CLEMENTI
E CON ANDREA LOLLI, SILVIA BROGI,
MAURIZIO PEPE, FILIPPO LAGANÀ, ELISABETTA CLEMENTI
REGIA CLAUDIO BOCCACCINI
PRODUZIONE VIOLA PRODUZIONI

Dopo lo straordinario successo de I Suoceri Albanesi Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, tornano a raccontarsi in Bukurosh mio nipote. Lucio e Ginevra sono appena tornati dall’Albania, reduci dal matrimonio di Camilla con Lushan, da cui è rimasta incinta durante lavori di ristrutturazione. Ai dubbi per la scelta azzardata della figlia si sommano l’annuncio delle elezioni comunali per Lucio, il ristorante di Ginevra che comincia ad accusare un calo di clienti e il problema della convivenza in casa con i novelli sposi. L’arrivo anticipato dal viaggio di nozze di Camilla disperata e sola, non fa che rafforzare i loro dubbi sulla fragilità della loro figliola e soprattutto di quell’unione. Tutto sembra precipitare ulteriormente: Lucio non viene eletto e scopre di non saper fare niente. Lucio e Ginevra cadono in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà riavvicinano la coppia e la nascita di Bukurosh
sembra sgombrare il cielo dalle nubi. Bukurosh, mio nipote vuole essere una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.

PAOLO ROSSI / LUCIA VASINI
IL RE ANARCHICO
E I FUORILEGGE DI VERSAILLES DA MOLIERE A GEORGE BEST
QUARTA STAGIONE COMPLETA

SCRITTO E DIRETTO DA PAOLO ROSSI
E CON RENATO AVALLONE, MARIANNA FOLLI, MARTA PISTOCCHI,
MARCO RIPOLDI, ROBERTO ROMAGNOLI, CHIARA TOMEI
PRODUZIONE TIEFFE TEATRO MILANO

“Versailles, 17/02/2020 Regole del Re anarchico sul teatro:
1) È proibito raccontare in qualsiasi forma una storia se non la si è vissuta più o meno direttamente 2) È doveroso per il commediante essere anche improvvisatore 3) Il testo è la corda sospesa nel nulla, ma lui ama il vuoto e non cerca l’equilibrio ma l’inciampo 4) Vada come vada, per il teatrante la vita è stare sul palco, tutto il resto è solo una replica della stessa noiosa comicità. P.S. Ci sarebbero altre 44 regole, ma in questo foglietto non ci stavano…” Paolo Rossi, assieme alla storica e straordinaria compagna di sempre Lucia Vasini, dirige una compagnia di attori e musicisti. Lo sfondo è Versailles, le parole e gli intrecci “molierani” si incrociano con le visioni del tempo presente, la storia è sempre la stessa, ovvero quella del conflitto tra il potere e i “fuorilegge”, tra il teatro e la vita.

ALESSANDRO FULLIN
LA DIVINA
SCRITTO E DIRETTO DA ALESSANDRO FULLIN
E CON TIZIANA CATALANO, SERGIO CAVALLARO, SIMONE FARAON, 
PAOLO MAZZINI, MARIO CONTENTI, IVAN FORNARO
PRODUZIONE MUSA PRODUZIONI

Nel 2009 Papa Ratzinger annuncia al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esiste più. Dante Alighieri, saputa la notizia, si precipita per la seconda volta nell’Oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la Divina Commedia. Ma dove mettere ora gli invidiosi? Gli iracondi? Gli accidiosi? Dubbi e tormenti attendono il Poeta, che inoltre scopre che l’amore per Beatrice, dopo sette secoli, si è un po’ appannato. Tra demoni e cherubini, fiumi infernali e rinfrescanti panchine ecco una rilettura in chiave camp dell’immortale poema che getta nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba, Farinata degli Uberti con Liz Taylor. Dopo il successo di Piccole Gonne Alessandro Fullin, con gli attori di Nuove Forme, torna a teatro con una nuova parodia, condita come sempre da aforismi esilaranti e da pungenti ironie.

LEO GULLOTTA
PENSACI, GIACOMINO!
DI LUIGI PIRANDELLO
E CON LIBORIO NATOLI, RITA ABELA, FEDERICA BERN,
VALENTINA GRISTINA, GAIA LO VECCHIO,
FRANCESCO MACCARINELLI, VALERIO SANTI, SERGIO MASCHERPA
LETTURA DRAMMATURGICA E REGIA FABIO GROSSI
PRODUZIONE MICHELE GENTILE

Pensaci, Giacomino! nasce in veste di novella del 1915, per poi avere la sua prima edizione teatrale nel 1917. Tutti i ragionamenti, i luoghi comuni, gli assiomi pirandelliani sono presenti in questa opera. Un testo di condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo è sempre pronto ad esibirsi. La storia racconta di una fanciulla che rimasta incinta del suo giovane fidanzato non sa come poter portare avanti questa gravidanza, il professore Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Finale pirandelliano pieno di amara speranza, dove il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere, del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre. Grande bella qualità del premio Nobel di Agrigento nel prevedere il futuro in cui nulla cambia, nulla si trasforma.

FEDERICO BUFFA
IL RIGORE CHE NON C’ERA
E CON MARCO CARONNA, JVONNE GIÒ, ALESSANDRO NIDI
REGIA MARCO CARONNA
PRODUZIONE INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS

“Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, è quella metafora, magari improvvisa, che ha cambiato la storia di una vita... In un luogo non collocato nel tempo e nello spazio, personaggi ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e a raccontarsi. Buffa così inizia il suo percorso, che passa dalla storia di Sendero Luminoso a quella di George Best, da Leo Messi al millesimo gol di Pelé. Ancora storie intrecciate tra loro, come quella di Elis Regina e di Garrincha, il tutto punteggiato dalla musica, che sottolinea, impreziosisce e accompagna le parole. Sullo sfondo, un palazzo, due finestre dalle quali compare una sorta di angelo, custode e disincantato, interpretato da Jvonne Giò; in scena con Federico Buffa, uno strampalato attore, del quale veste i panni Marco Caronna, ed un pianista, Alessandro Nidi, compagni di viaggio nello scoprire che quella volta, quel rigore… ha cambiato la storia di tutti…

ALESSANDRO BERGONZONI
TRASCENDI E SALI
DI E CON ALESSANDRO BERGONZONI
SCENE ALESSANDRO BERGONZONI
REGIA ALESSANDRO BERGONZONI E RICCARDO RODOLFI
PRODUZIONE ALLIBITO SRL

“Trascendi e sali”: un consiglio ma anche un comando. O forse una constatazione dovuta ad una esperienza vissuta o un pensiero da sviluppare o da racchiudere all’interno di un concetto più complesso. Alessandro Bergonzoni nel suo percorso artistico produce e realizza le sue idee in svariate discipline per metabolizzare tutto e ripartire sempre facendo tesoro dell’esperienza acquisita, senza rinunciare ad una matrice comica, mai satirica. “Trascendi e sali” è uno spettacolo in cui il disvelamento segue e anticipa la sparizione, dove la comicità non segue un ritmo costante e dove a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo. “Trascendi e sali” come vettore artistico di tolleranza e pace, colmo di visioni che, magari, riusciranno a scatenare le forze positive esistenti nel nostro essere. Dove la carta diventa forbice per trasformarsi in sasso, dove il comico si interroga per confessare e chiedere e tornare a indicare quello che evidentemente lui vede prima degli altri. Forse dall’alto delle sue scenografie o nella regia condivisa con Riccardo Rodolfi. Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.

OBLIVION
LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA
SCRITTO DA DAVIDE CALABRESE, LORENZO SCUDA, FABIO VAGNARELLI
CON GRAZIANA BORCIANI, DAVIDE CALABRESE,
FRANCESCA FOLLONI, LORENZO SCUDA, FABIO VAGNARELLI
MUSICHE DI LORENZO SCUDA
REGIA GIORGIO GALLIONE
PRODUZIONE AGIDI

Germania 1455, Johann Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare quando il Signore bussa alla porta della prima stamperia. È proprio Dio che da millenni aspettava questo momento. Si presenta con un’autobiografia e chiede a Gutenberg di pubblicarla con l’intento di diffonderla in tutte le case del mondo e diventare così il più grande scrittore della storia. Gutenberg, da bravo teutonico, è molto risoluto e sa bene cosa cerca il pubblico in un libro. Cercherà quindi di trasformare quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia. Tra riscritture e discussioni infinite tra autore ed editore, nella tipografia prenderanno vita le vicende più incredibili dell’Antico e Nuovo Testamento e tutta la Verità sulla Creazione del mondo, finalmente nella versione senza censure. Per la prima volta gli Oblivion si mettono alla prova con un vero e proprio musical comico che lascerà il pubblico senza fiato.

GIOELE DIX
VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE
DISEGNO LUCI CARLO SIGNORINI
AUDIO GIUSEPPE PELLICCIARI
REGIA GIOELE DIX
PRODUZIONE GIOVIT
DISTRIBUZIONE BAGS ENTERTAINMENT

(L’Odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano) Gioele Dix torna in scena con un monologo intenso, personale ed estremamente divertente che ruota attorno all’idea della paternità: che essa sia ignorata, perduta, cercata o ritrovata.
Un viaggio che usa come guida l’Odissea toccando liberamente lungo il percorso autori molto amati e illuminanti, legami con la
storia personale e familiare dell’attore. Un recital vivace e documentato, fra suggestioni colte, rimandi alla contemporaneità e tratti di improvvisa e affilata ironia. Il racconto del viaggio di Telemaco che parte da Itaca sulle tracce dell’illustre e ingombrante genitore che non ha mai conosciuto. In un lungo itinerario per mare e per terra fitto di incontri rivelatori, il giovane prenderà consapevolezza di sé e del proprio destino. E quando Ulisse e Telemaco finalmente si incontreranno, l’eroe invecchiato e sfiancato da una guerra inutile abbraccerà commosso il giovane uomo cui cedere il suo scettro. La figura di Telemaco incarna dunque la sorte di tutti i figli costrettI a combattere per meritarsi l’eredità dei propri padri.
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