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www.arteven.it
FB: Arteven Circuito Teatrale Regionale

Settore Cultura del Comune di Este
tel. 0429 617573/4/6
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Della stessa materia dei sogni

Este Teatro 2017 - 2018

dicembre 2017 - marzo 2018
Teatro Farinelli
Via Antonio Zanchi, 5 - Este (PD)

• 12 dicembre 2017  
RAOUL BOVA e CHIARA FRANCINI

“DUE”
di Luca Miniero, Astutillo Smeriglia
regia Luca Miniero

• 21 dicembre 2017  
KAOS BALLETTO DI FIRENZE

“CENERENTOLA”
coreografie di Roberto Sartori e Christian Fara
musiche Sergej Prokof’ev e Gioacchino Rossini

• 23 gennaio 2018  
ALESSANDRO PREZIOSI

“VINCENT VAN GOGH".
L’odore assordante del bianco”

di Stefano Massini, con Francesco Biscione
regia Alessandro Maggi

• 13 febbraio 2018  
PAOLO CALABRESI e VALERIO APREA

“QUI E ORA”
scritto e diretto da Mattia Torre

• 28 febbraio 2018
STIVALACCIO TEATRO

“IL MALATO IMMAGINARIO,
l’ultimo viaggio”

soggetto originale e regia Marco Zoppello

•  21 marzo 2018  
FABIO SARTOR e CATERINA MURINO

“L'IDEA DI UCCIDERTI”
scritto e diretto da Giancarlo Marinelli
con Paolo Lorimer e la partecipazione di Paila Pavese

----------- PREVENDITA -----------------------------

ABBONAMENTI
platea I settore e galleria € 86,00
platea II settore € 60,00

BIGLIETTI
(dal 10 dicembre per il primo spettacolo)
platea I settore e galleria € 19,00
platea II settore € 13,00 
platea II settore e galleria under 26 € 9,00

presso il negozio Discomagazine Este - Piazza Maggiore 2 - tel. 0429.3333
ON LINE su www.arteven.it e www.vivaticket.it

• Biglietti rimanenti presso la biglietteria del teatro la sera di ciascuno spettacolo dalle ore 20

----------- TRAME -----------------------------

• 12 dicembre 2017  
“DUE”
La scena è una stanza vuota. L’occasione è l’inizio della convivenza che per tutti gli essere umani, sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20 anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile. Entrambi evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. L’immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata.

• 21 dicembre 2017  
“CENERENTOLA”
Dopo il grande successo registrato lo scorso anno, torna la Cenerentola contemporanea, inusuale e lontana dai fasti principeschi di Kaos. La ragazza, secondo il punto di vista dei coreografi Sartori e Fara, non è la bella fanciulla che risponde all’ideale di perfezione fisica, ma un personaggio del tutto nuovo. Annoverabile tra gli emarginati dalla società per i suoi modi, aspetto ed amicizie, il suo valore è visibile solo a chi ha la pazienza di conoscerla, scoprirla. In una società grottesca come quella descritta, con le sue bruttezze e carente di sensibilità, Cenerentola è esclusa perché diversa. I temi trattati non sono, tuttavia, mai gravi ma sempre ricchi di ironia scherzosa. Spostandosi tra descrizioni caratteriali più delicate e umori più leggeri e giocosi si ottiene uno spettacolo adatto a tutti, grandi e piccini.

• 23 gennaio 2018  
“VINCENT VAN GOGH". L’odore assordante del bianco”
Le austere pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura. Lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica e lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il testo vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

• 13 febbraio 2018  
“QUI E ORA”
Un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana. Due scooter di grossa cilindrata: un disastro di lamiere ancora fumanti. A terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini; il primo immobile, potrebbe essere morto, l’altro a fatica si alza. Avrebbero bisogno di cure ma i soccorsi non arriveranno prima di un’ora e mezza. Intorno a loro niente e nessuno. In un Paese dove se fai un incidente con qualcuno, a parità di torto o di ragione, quello è già un tuo nemico, Qui e Ora racconta uno scontro in cui si esprime il cinismo e il senso di lotta dell’Italia di oggi, un Paese sempre idealmente a un passo dalla guerra civile, in cui la cattiva amministrazione finisce per generare sfiducia non solo dei cittadini verso le istituzioni, ma anche tra cittadini e cittadini, in un clima sempre più teso e violento.

• 28 febbraio 2018
“IL MALATO IMMAGINARIO, l’ultimo viaggio”
La terza avventura della trilogia della Compagnia dello Stivale è Il Malato Immaginario, ma siete davanti a un lavoro di Zoppello per cui non immaginatevi la semplice narrazione della celebre farsa. “Questo è un inno alla vita, alla risata e alla bellezza, cantato dai saltimbanchi, condito di una farsa feroce, intrisa di amore per il pubblico. I testi diventano, nuovamente, pre-testi, condizioni di partenza per spiccare il salto nell’universo molieriano, giocandoci, improvvisandolo, cantandolo, mimandolo nel gioco più totale del teatro, che deve essere vivo, estemporaneo e tangibile quanto la Commedia, specchio incrinato dell’umano. Vivo è il teatro, dunque, quando viva è la Commedia.” Le parole di Marco Zoppello sono quanto di meglio per descrivere il lavoro che la Compagnia sta portando avanti in questi anni.

•  21 marzo 2018  
“L'IDEA DI UCCIDERTI”
L’idea di uccidere. Sono un uomo “femminista” dalla nascita: adoro le donne, eppure, immedesimandomi nel protagonista di questa storia, quello “spettro” è affiorato. Capiterà anche al pubblico che assisterà allo spettacolo. E mi odierà, e si odierà per questo. Questa è una storia sull’amore come arma di distruzione di massa. Questa è una storia capace di spaventare il pubblico come quando si legge in un giornale di una possibile epidemia, di un virus che potrebbe colpire tutti: “E se capitasse anche a me?”. La risposta non c’è. Non può esserci. Ché il Teatro non si occupa mai del vaccino. Ma solo del contagio. — Giancarlo Marinelli
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canali: Teatro e Musica

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